A distanza di più di due secoli dai fatti, la passione e l’entusiasmo che animano Matteo Leddi e che, con la consueta ironia, l’Avv. Corrado D’Andrea non esita a definire, pur condividendola, una vera e propria “malattia”: quella dell’appassionato ricercatore di storia e, soprattutto, di “verità storiche” da conservare e da trasmettere, avrebbero probabilmente reso orgogliosi gli uomini e le donne che in epoca Risorgimentale hanno creduto e combattuto consacrando il proprio pensiero e le proprie scelte di vita alla realizzazione di un ideale, quello di un’ Italia unita ed indipendente.
Venerdì 14 marzo, la Sala Romita del Comune di Tortona è stata teatro dell’evocazione di quella passione nel secondo appuntamento annuale di “Incontri con la Storia”, dedicato, in quest’occasione, ad un approfondimento tematico sulle Guerre d’Indipendenza e sugli avvenimenti che hanno portato all’Unità d’Italia e che gli esperti Avv. D’Andrea e Dott. Leddi hanno offerto agli studenti della classe 4AR Amministrazione Finanza e Marketing.
L’evento si è aperto con una constatazione ed una riflessione: la Storia, quando viene letta o studiata sui libri sembra essere lontanissima dalla realtà del lettore comune e tanto più da quella dello studente. Invece possiamo riconoscerla persino nella quotidianità, possiamo scoprirla addirittura “in casa nostra”, attraverso i ricordi e la narrazione che alcuni di noi, possono fortunatamente raccogliere parlando con parenti, amici di famiglia, conoscenti occasionali, persone che sono, o sono state nel tempo, generazione dopo generazione, testimonianze vive della Storia.
Documenti fotografici, reperti e cartine hanno vivacizzato l’inquadramento generale di quella che, dopo la caduta dell’Impero Napoleonico, era stata definita una mera “espressione geografica” conla seguente nascita degli stati risorgimentali. La definizione della parola “Italia”, attribuita al Cancelliere austriaco Metternich alla vigilia dei moti del 1847/48, ed evidentemente ancora in vigore trent’anni dopo il Congresso di Vienna, è diventata quasi un luogo comune dei vecchi manuali scolastici, un “tormentone” fraseologico che ben rappresenta, tuttavia, il dolente senso di rivalsa patriottica che incendiò gli animi dei protagonisti dei moti Risorgimentali. Oltre alle ben note figure dei protagonisti di questa grandiosa epopea, dall’Imperatore Francesco Giuseppe al Re Vittorio Emanuele, dalla mitica ed infelice Sissi alle non meno affascinanti “Nicchia” (al secolo Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione) e Anita Garibaldi, dal suo consorte Giuseppe, “l’Eroe dei Due Mondi” a Cavour, Mazzini, Bixio… quanti i personaggi che hanno fatto parte della storia del nostro paese, alcuni di essi anche tortonesi! I relatori ci hanno invitati a scoprirli attraverso le foto d’epoca, i loro ritratti ufficiali, gli aneddoti che li riguardano (e che si imprimono nella memoria), le bandiere dei vari Stati e le complesse ramificazioni dinastiche.
Improvvisamente scopriamo l’Italia risorgimentale che si ritaglia un ruolo nello scacchiere politico europeo, la presa di Roma e l’inizio della potenza estera dell’Italia con Vittorio Emanuele II che stringe un’alleanza segreta con gli inglesi, i quali, a loro volta, furono di aiuto all’impresa di Garibaldi. E proprio con lo sbarco dei Mille del 1860, ecco un altro eroe del nostro territorio: il viguzzolese Alberto Leardi, e poi ancora il Generale Giuseppe Luigi Passalacqua, Marchese di Villalvernia, prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria,
l’eroe che respinse gli Austriaci morendo poi nella battaglia di Novara. Ora noi siamo seduti in una sala di quella che fu una caserma intitolata alla sua memoria, ma che nel tempo fu anche luogo di raccolta dei profughi di altre guerre, provenienti dal Dodecaneso, dalla Libia e poi dall’Istria, ed ora è sede delle Istituzioni Comunali di Tortona. Fra pochi mesi alcuni di noi ci entreranno in veste di stagisti….
Dapprima titubanti a porre domande, siamo incuriositi dai cimeli storici che Matteo ci presenta e ci spiega. Più di ogni altra cosa ci ammaliano la giubba ed il berretto appartenenti ad un garibaldino originario del nostro territorio: straordinario il rosso ancora così intenso, mentre la foto del loro antico proprietario, che li indossa, appare sfocata e ingiallita dal tempo! Il rosso, invece, è sgargiante e baldanzoso, proprio come lo sono la giovane età e la passione. Cominciano a sciogliersi le remore e si susseguono le domande. Che si tratti davvero di una “malattia” contagiosa? Probabile. Noi “siamo” la storia, e studiarla significa comprendere il presente, costruire il futuro con maggiore consapevolezza.
Martina PERINI – 4^AR Amministrazione, Finanza e Marketing